Luigi Rivis

Dopo il diploma di perito elettrotecnico, conseguito presso l’Istituto Tecnico Industriale Statale “Segato” di Belluno, nel 1951 sono entrato, per concorso, nella SADE.
La mia carriera lavorativa, proseguita poi nell’ENEL, si è sempre svolta nel campo degli impianti per la produzione di energia idroelettrica, fino al pensionamento nel 1997.
Sono stato responsabile degli impianti idroelettrici Piave-Boite-Maè-Vajont e successivamente vice direttore del Raggruppamento impianti idroelettrici Cordevole-Medio Piave-Cismon-Brenta.
Negli ultimi anni di lavoro, per la Direzione Centrale della Produzione Idroelettrica dell’ENEL di Roma, ho svolto vari incarichi di coordinamento su tematiche specialistiche relative alla generazione di energiRivis Luigia elettrica.
Dal 1960 al 1966, contemporaneamente all’attività lavorativa, ho insegnato Impianti Elettrici all’ITIS “Segato” di Belluno.
Ho collaborato, inoltre, alla stesura e alla redazione di una decina di testi per gli Istituti Tecnici Industriali nel campo dell’Elettrotecnica; in particolare, dei due volumi di Impianti Elettrici, sono stato il diretto estensore.
Ricercatore e autore di testi di storia locale, sono stato, tra l’altro, anche promotore e coordinatore dell’iniziativa per ricordare i 100 anni dell’ITIS “Segato” di Belluno e autore del libro: “Belluno 1905-2005: un secolo dell’Istituto Tecnico Industriale”.

 

 

Un pensiero su “Chi sono

  • 9 Agosto 2022 alle 9:56
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    Mi hanno regalato il suo libro “La storia idraulica del Grande Vajont”: l’ho letto recentemente e ne sono rimasta affascinata. Sono vecchia abbastanza per ricordare benissimo la tragedia del ’63, non abbastanza però per avere seguito con particolare attenzione il processo Vajont. Il suo libro mi ha fatto venir voglia di saperne di più. Mi ha creato interrogativi inquietanti e ulteriori dubbi sul modo in cui le persone valutano e giudicano. Per di più in un momento particolarmente critico sotto il profilo ambientale e all’ indomani della tragedia della Marmolada, il cui tracollo ‘improvviso’ mi ha ricordato (fatte le debite proporzioni) quello del Monte Toc. Mi piacerebbe tanto conoscere la sua opinione a riguardo. La ringrazio.
    Francesca Rocchi Mestre Venezia
    rocchif@ymail.com

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